CAMPBELL, California — RetailNext, considerata “il cuore pulsante del negozio” grazie alla sua piattaforma leader nell’analisi dei dati in negozio, ha pubblicato oggi il suo primo “Retail Vibe Check Report”, che offre nuove informazioni sulle abitudini di acquisto della Generazione Z.
La Generazione Z rappresenta un potere d’acquisto di 360 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti. Dietro questa cifra enorme c’è una storia di opportunità… e di occasioni mancate. La Generazione Z vive all’incrocio tra il mondo digitale e quello fisico: non sta abbandonando lo shopping in negozio, ma ne chiede piuttosto un’evoluzione. La loro frustrazione per le lunghe code, gli spazi affollati e gli articoli esauriti riflette un bisogno più profondo: vogliono che i negozi funzionino per loro proprio come fa il mondo digitale: immediati, personalizzati e senza intoppi.
La Generazione Z è cresciuta in un’epoca in cui tutto è on demand, eppure, quando entra nei negozi, si sente intrappolata in un sistema che non è riuscito a stare al passo con i tempi. I rivenditori che non riescono ad adattarsi rischiano di perdere questa generazione a favore degli spazi di e-commerce più fluidi e reattivi di cui si fidano. La Generazione Z non è solo un gruppo di consumatori: è una forza che spinge i negozi fisici a diventare più intelligenti, più veloci e più intuitivi.
Vibe Check approva: i negozi fisici conquistano la Generazione Z, ma le frustrazioni continuano
Contrariamente a quanto si crede, cioè che questa generazione “nativa digitale” eviti i negozi fisici, il 69% dei giovani tra i 18 e i 24 anni (Generazione Z) fa acquisti nei negozi tradizionali ogni settimana. Eppure, escono da quei negozi a mani vuote più spesso di qualsiasi altro gruppo a causa delle crescenti frustrazioni che ostacolano la loro disponibilità a portare a termine gli acquisti. Il 66% della Gen Z ha indicato le lunghe code come il principale motivo di fastidio, seguito a ruota dai corridoi affollati (55%) e dalla difficoltà a trovare gli articoli (47%).
Questi problemi contribuiscono a far sì che il 35% degli acquirenti della Generazione Z esca dai negozi a mani vuote. Dato che il 50% indica la mancanza di scorte come motivo principale per rinunciare agli acquisti, è chiaro che i rivenditori devono dare priorità alla risoluzione di queste sfide per evitare che la Generazione Z torni alle alternative online.
"Mentre la Generazione Z continua a fare acquisti nei negozi fisici, porta con sé grandi aspettative in termini di comodità, rapidità ed efficienza", ha affermato Joe Shasteen, Global Manager of Advanced Analytics presso RetailNext. “I rivenditori devono ottimizzare ogni punto di contatto, dalle opzioni di self-checkout alla disponibilità degli articoli sugli scaffali, per mantenere vivo l’interesse di questa fascia demografica fondamentale e far sì che torni a fare acquisti.”
Soluzioni AI: l'esperienza di acquisto della Generazione Z, reinventata
Nonostante gli ostacoli, la Generazione Z è sempre più aperta alle soluzioni tecnologiche nei negozi. Un notevole 42% degli acquirenti della Generazione Z non vede l’ora di usare i chioschi self-checkout o le casse senza cassiere, che potrebbero ridurre drasticamente i tempi di attesa e migliorare l’esperienza di acquisto in generale. Inoltre, il 27% degli acquirenti della Generazione Z è molto interessato ai chatbot basati sull’intelligenza artificiale per ricevere assistenza personalizzata.
Cosa spinge la Generazione Z a usare le carte di credito?
I social media continuano ad avere un’influenza notevole sulle abitudini di acquisto della Generazione Z: il 24% di loro fa acquisti spinto dalla pressione sociale, una percentuale nettamente superiore rispetto alle generazioni più anziane, dove solo il 4% dichiara lo stesso. Inoltre, il 23% degli acquirenti della Generazione Z si lascia influenzare dalle tendenze virali su piattaforme come TikTok e Instagram, il che sottolinea l’importanza dei social media nel determinare le loro decisioni in negozio.
Anche gli acquisti d’impulso la fanno da padrone in questo gruppo: il 70% della Generazione Z viene attirato dalle offerte a tempo limitato e il 50% da espositori o confezioni accattivanti. I rivenditori che puntano su allestimenti in negozio di grande impatto visivo e creano un senso di urgenza possono sfruttare i comportamenti di acquisto spontanei della Generazione Z.
Metodologia
Il rapporto "Retail Vibe Check" di RetailNext ha intervistato 1056 consumatori tramite la piattaforma online Centiment, per capire meglio le preferenze di acquisto di oggi. Gli intervistati vivevano negli Stati Uniti e avevano un’età compresa tra i 18 e i 64 anni. Il sondaggio è stato condotto dal 21 agosto 2024 al 23 agosto 2024.
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Informazioni su RetailNext RetailNext, la prima piattaforma IoT dedicata al settore retail che porta l’analisi del comportamento degli acquirenti, in stile e-commerce, nei negozi fisici, nei marchi e nei centri commerciali, è un’azienda pioniera nel concentrarsi interamente sull’ottimizzazione dell’esperienza degli acquirenti. Attraverso la sua piattaforma SaaS centralizzata, RetailNext raccoglie e analizza automaticamente i dati sul comportamento dei clienti, fornendo ai rivenditori informazioni utili per migliorare l’esperienza dei clienti in tempo reale.
Più di 560 negozi in oltre 95 paesi hanno scelto il software di analisi e l’esperienza nel settore retail di RetailNext per capire meglio il percorso degli acquirenti, con l’obiettivo di aumentare le vendite a parità di punto vendita, ridurre i furti ed eliminare i costi superflui. RetailNext ha sede a Campbell, in California.
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