Il panorama del commercio al dettaglio si appresta a subire trasformazioni significative nel 2024, caratterizzate da cambiamenti dinamici nelle preferenze dei consumatori, progressi tecnologici e una crescente attenzione alla sostenibilità. Analizzando le tendenze in arrivo, un aspetto degno di nota è la rinascita dei negozi fisici come canali efficaci di marketing e acquisizione clienti. La convergenza tra le interazioni di persona e la comodità dell’online sta ridefinendo l’esperienza di acquisto, un fenomeno esemplificato da grandi nomi come Walmart, J.C. Penney e IKEA, che stanno investendo miliardi per rinnovare i propri punti vendita. Questo blog esplora questa tendenza insieme ad altri due sviluppi fondamentali: la continua integrazione dell’intelligenza artificiale nelle strategie di vendita al dettaglio sia online che offline e la crescente domanda di un’economia circolare, guidata da una maggiore consapevolezza in materia di sostenibilità.
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Visto che il costo di acquisizione dei clienti online continua a salire, i negozi diventeranno canali chiave per il marketing e l’acquisizione. Le ricerche mostrano che il 97% dei marchi non riesce a misurare con precisione i ricavi derivanti dalla pubblicità sui social media a causa del traffico “Dark Social”. Nei negozi, invece, il ROI si calcola facilmente e il rapporto causa-effetto è abbastanza semplice da determinare. Combinando i punti di forza delle interazioni di persona con la comodità dei servizi online, i negozi fisici svolgono un ruolo cruciale nell’acquisizione dei clienti, nel loro coinvolgimento e nel creare legami duraturi con il marchio.
I negozi offrono un’esperienza concreta e coinvolgente, permettendo ai clienti di interagire direttamente con i prodotti, fare domande e ricevere assistenza personalizzata da personale esperto in tempo reale. Inoltre, l’ambiente del negozio favorisce un senso di immediatezza, permettendo ai clienti di prendere decisioni di acquisto consapevoli sul momento. I negozi fisici fungono anche da comodi punti di ritiro per gli ordini online, colmando il divario tra il mondo digitale e quello fisico del retail per creare esperienze di acquisto senza soluzione di continuità per i clienti.
A ottobre, Walmart ha annunciato il suo progetto “Store of the Future”, che punta a rinnovare 1.400 negozi con un investimento da ben 9 miliardi di dollari. Secondo Reuters, questo investimento per il rinnovamento dei negozi si svolgerà nell’arco di due anni e comprenderà nuova segnaletica, illuminazione più brillante e schermi digitali. Allo stesso modo, J.C. Penney ha annunciato che spenderà più di 1 miliardo di dollari nei prossimi anni per cercare di rilanciare la catena di grandi magazzini, che vanta oltre 120 anni di storia, dopo un paio d’anni difficili. Anche il colosso svedese dell’arredamento IKEA si espanderà rapidamente negli Stati Uniti con 8 nuovi negozi, 9 studi più piccoli e 900 punti di ritiro. Questa tendenza al rilancio dei negozi e ai reinvestimenti prenderà senza dubbio slancio nel 2024.
Tecnologie come l’intelligenza artificiale continueranno a rivoluzionare le modalità di lavoro nel settore retail, proprio come hanno già fatto in tantissimi altri settori. Non c’è da stupirsi che l’IA sia, ovviamente, una tendenza del 2024 nel retail di cui gli operatori del settore devono tenere conto. Dalla creazione di contenuti alle iniziative di acquisizione, l’IA può potenziare (e magari anche perfezionare) le funzioni fondamentali di un marchio.
Forse la cosa più importante è che l’IA offre ai rivenditori l’opportunità di personalizzare le iniziative di marketing senza spendere una fortuna. Questa tecnologia può essere usata per analizzare enormi insiemi di dati (ad esempio, i dati degli iscritti ai programmi fedeltà) e metterli in pratica tramite chatbot, newsletter via e-mail, campagne di marketing e consigli personalizzati. Utilizzando algoritmi di IA per analizzare i dati e i comportamenti degli acquirenti, le aziende possono suggerire prodotti o servizi su misura ai singoli clienti nei negozi. Questi dati possono anche essere utilizzati per creare reti mediatiche al dettaglio (RMN) o monetizzati come fonte di reddito aggiuntiva.
Nel 2023, gli assistenti per lo shopping sotto forma di estensioni per browser, come Honey, hanno usato l’analisi predittiva per avvisare i clienti delle prime promozioni del Black Friday su misura per le loro preferenze, con un tasso di clic superiore del 30% rispetto alla media delle campagne via e-mail, secondo Forbes. Inoltre, gli assistenti vocali come Amazon Alexa e Google Home permettono agli acquirenti di aggiungere articoli al carrello digitale e di effettuare acquisti tramite comandi vocali, riducendo gli ostacoli e semplificando il processo di acquisto. Non sembra che queste esperienze di acquisto multi-touchpoint siano destinate a rallentare presto, quindi l’adozione e l’innovazione sono fondamentali.
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Una maggiore trasparenza in materia di sostenibilità e pratiche commerciali etiche avrà un ruolo di primo piano nel panorama del commercio al dettaglio del 2024. Un esempio calzante: mentre il fast fashion perde progressivamente il suo fascino e i consumatori preferiscono investire in capi di qualità superiore, l’economia circolare continuerà a crescere.
Questa tendenza è particolarmente evidente nel settore del lusso. Secondo l’Europe Luxury Report 2023, il 77% dei consumatori europei ha dichiarato di essere interessato all’acquisto di prodotti di lusso sostenibili. Inoltre, il 51% dei consumatori è disposto a pagare fino al 10% in più per articoli realizzati o spediti in modo sostenibile. Questo aumento di interesse è stato in gran parte attribuito alla pandemia di Covid-19. Rimanendo a casa, i consumatori hanno avuto il tempo di riflettere sul proprio impatto ambientale e sul proprio rapporto con la natura. Ora, i rivenditori devono prendere sul serio queste preoccupazioni e offrire ai consumatori delle opzioni che contribuiscano a creare un futuro più verde.
Oltre alla moda (e alla tecnologia), questo concetto si estende al packaging, all’approvvigionamento e al riutilizzo di qualsiasi prodotto. I rivenditori di beni di consumo sentono sempre più la necessità di evitare le discariche e di partecipare a una catena di approvvigionamento più etica. La digitalizzazione è fondamentale per questi sforzi. La digitalizzazione dei processi logistici offre ai rivenditori i dati, la visibilità e il controllo necessari per coordinare un’economia circolare con i partner della catena di approvvigionamento. Secondo Maersk, solo il 53% delle aziende di beni di consumo ha una visibilità significativa o completa sui propri processi e solo circa il 21% ha visibilità sui processi dei propri fornitori. Una piattaforma blockchain o un sistema centralizzato di gestione dei dati aiuta a far luce su questi punti ciechi e spiana la strada a iniziative di riciclaggio e ottimizzazione.
Statista riporta che il fatturato mondiale delle transazioni legate all’economia circolare, che comprende le categorie di prodotti di seconda mano, a noleggio e ricondizionati, è stato stimato in circa 339 miliardi di dollari nel 2022. Si prevedeva che questa cifra sarebbe più che raddoppiata entro il 2026. Non c’è da stupirsi che questo debba diventare un punto chiave per i rivenditori nel 2024 e oltre.
I rivenditori di tutti i settori si ritroveranno senza dubbio in una corsa al ribasso. L’impatto del Covid-19 sulla catena di approvvigionamento ha fatto sì che, per un paio d’anni, i rivenditori non abbiano sempre avuto prodotti da promuovere. Hanno dovuto fare i conti con ritardi nelle spedizioni internazionali, interruzioni nella produzione e una carenza di manodopera che continua a persistere. Ora, con una maggiore stabilità in vista per il 2024, le promozioni sono destinate a schizzare alle stelle.
I consumatori che spendono senza ritegno e che devono affrontare la crisi del costo della vita saranno alla ricerca delle offerte migliori. Questo significa che un mercato già competitivo sta per diventare ancora più agguerrito. Detto questo, è improbabile che i rivenditori di lusso e di prodotti di nicchia cedano alla pressione di fare promozioni. Ad esempio, Nike ha recentemente annunciato che smetterà di fare promozioni per recuperare la redditività.
I rivenditori di beni di largo consumo, però, non potranno permettersi questo lusso. Uno studio recente mostra che il 53% dei consumatori globali sta cercando attivamente di ridurre la spesa per cibo e bevande. Lo studio spiega poi che, anche se i consumatori continueranno a concedersi piccoli piaceri, li cercheranno a prezzi più bassi. Per distinguersi dalla massa, i rivenditori di beni di largo consumo dovranno proporre prodotti a prezzi competitivi che trasmettano un senso di lusso (e, se possibile, anche un tocco di sostenibilità!).
La cosa fondamentale è che i rivenditori mantengano la coerenza dei prezzi su tutti i canali di vendita. Tutte le piattaforme del marchio dovrebbero presentare minime discrepanze di prezzo. Ad esempio, la merce venduta online non può costare molto di più che nei negozi, e viceversa. Dato che i budget sono limitati, gli acquirenti controllano attentamente i prezzi prima di andare alla cassa. Infatti, secondo Think With Google, il 53% degli acquirenti fa ricerche prima di comprare per assicurarsi di ottenere l’offerta migliore.
Il percorso per l’anno a venire trova un equilibrio tra tradizione e innovazione. I negozi fisici sono resilienti come sempre e si stanno trasformando in centri strategici per coinvolgere e acquisire nuovi clienti. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale si sta ritagliando il suo spazio, rivoluzionando le strategie di marketing personalizzate e l’esperienza di acquisto sia online che offline. Inoltre, l’appello alla sostenibilità si fa sempre più forte, con i consumatori che preferiscono sempre di più prodotti in linea con pratiche etiche e i principi dell’economia circolare.
In questa corsa per conquistare l’attenzione e la fedeltà dei consumatori, i rivenditori devono anche destreggiarsi tra le complessità di un panorama promozionale sempre più competitivo. La stabilità della catena di approvvigionamento segna una rinascita delle promozioni, con i consumatori, soprattutto nel settore dei beni di largo consumo (FMCG), alla ricerca di offerte allettanti. La chiave sta nel mantenere la coerenza dei prezzi su tutti i punti di contatto, per soddisfare il consumatore esigente che si informa sui prezzi prima di fare un acquisto. Il quadro è pronto per un anno entusiasmante e ricco di cambiamenti nel settore del retail, dove adattabilità, innovazione e sostenibilità saranno i principi guida per il successo.
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