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App, contenuti multimediali e monetizzazione: integrare il commercio mobile

settembre 11, 2023 · Ashton Kirsten · 8 min di lettura

man with shopping cart holding phone in front of blue background

Negli ultimi anni il panorama del commercio al dettaglio ha subito un cambiamento radicale, con l’ascesa del commercio mobile (m-commerce) che si è affermato come una forza dominante. In questo blog approfondiremo cos’è il commercio mobile, perché i rivenditori dovrebbero prestargli attenzione e il ruolo fondamentale che svolge nella monetizzazione dei dati e nelle reti pubblicitarie del settore retail.

Investendo nelle app mobili, ottimizzando i siti per i dispositivi mobili, sfruttando l’analisi dei dati, adottando i pagamenti mobili e integrando le esperienze online e in negozio, i rivenditori possono cavalcare con sicurezza l’onda del commercio mobile. È una tendenza che, se gestita nel modo giusto, può portare non solo alla sopravvivenza, ma anche a un futuro prospero per il commercio al dettaglio tradizionale.

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Cos’è il mobile commerce?

Il commercio mobile, spesso chiamato m-commerce, è l'acquisto e la vendita di beni e servizi tramite dispositivi mobili, come smartphone e tablet. È un fenomeno che ha registrato una crescita vertiginosa negli ultimi anni, trasformando il comportamento e le aspettative dei consumatori.

Dal 2020 ad oggi, la crescita del m-commerce è stata a dir poco fenomenale. Le statistiche di eMarketer rivelano che nel 2020 le vendite del mobile commerce rappresentavano circa il 46,6% del totale delle vendite dell’e-commerce negli Stati Uniti. Oggi, quella cifra è balzata a quasi il 60%, a dimostrazione della crescente popolarità del mobile commerce. Entro il 2024, Insider Intelligence prevede che le vendite globali al dettaglio tramite m-commerce raggiungeranno quasi 4,5 trilioni di dollari, rappresentando il 69,9% del totale delle vendite al dettaglio dell’e-commerce. Questa crescita non si limita solo agli Stati Uniti; è una tendenza di vasta portata che ha rivoluzionato il settore del commercio al dettaglio su scala globale.

Insider Intelligence sottolinea inoltre che la crescita degli acquirenti online proviene dalla Generazione Z, che è cresciuta con i dispositivi mobili. La crescita complessiva degli acquirenti online si è arrestata e aumenterà di meno del 2% all’anno – e quasi tutti i nuovi acquirenti online proverranno dalla Generazione Z. Il loro numero passerà da 45,5 milioni nel 2023 a 61,1 milioni nel 2027. Inoltre, il potere d’acquisto di questa generazione aumenterà man mano che sempre più membri della Generazione Z entreranno nel mondo del lavoro. Questo cambiamento generazionale dovrebbe far riflettere i rivenditori: le attuali strategie commerciali sono sufficienti?


Retail media e opportunità di monetizzazione

Visto che il mobile commerce è così strettamente legato all’e-commerce, sorge spontanea una domanda: perché i negozi fisici tradizionali dovrebbero prestare attenzione a questo colosso del settore? La risposta sta nel capire il ruolo fondamentale che l’m-commerce svolge nella monetizzazione dei dati e nelle reti di retail media.

Monetizzazione dei dati

L’M-commerce genera un’enorme quantità di dati. Ogni tocco, ogni scorrimento e ogni acquisto lascia un’impronta digitale. Per i rivenditori, questi dati sono una miniera d’oro. Forniscono informazioni sul comportamento dei clienti, sulle loro preferenze e sui modelli di acquisto, che possono essere sfruttate per migliorare l’esperienza di acquisto in negozio. La monetizzazione dei dati non consiste solo nel raccoglierli, ma anche nell’analizzarli per ricavarne informazioni preziose che possano guidare le decisioni strategiche.

Reti di retail media

Nell’era dell’m-commerce, le reti di retail media si sono affermate come uno strumento potentissimo. Queste reti permettono ai rivenditori di monetizzare lo spazio sugli scaffali digitali mostrando ai clienti annunci e promozioni mirati. Ad esempio, un cliente che sta cercando scarpe da corsa sull’app mobile di un rivenditore potrebbe vedere annunci di abbigliamento sportivo o accessori per il fitness. Questa pubblicità mirata non solo migliora l’esperienza di acquisto, ma crea anche un flusso di entrate aggiuntivo per i rivenditori.

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Come integrare l'm-commerce

I negozi fisici dovranno adottare delle misure per stare al passo con questa tendenza. E, com’era prevedibile, la maggior parte ci ha già provato, ma questi sforzi devono essere ottimizzati. Non è raro che i rivenditori lancino e poi abbandonino le app o non riescano a integrare efficacemente tutti i loro canali, non riuscendo così a offrire una vera esperienza omnicanale. Ora l’attenzione dovrebbe concentrarsi sul mettere a posto le basi prima di reinventare la ruota. 

Investimenti nelle app mobili

Sviluppare un’app mobile intuitiva e ricca di funzionalità è fondamentale. Dovrebbe offrire un’esperienza di acquisto fluida, con funzioni come i pagamenti mobili, i consigli personalizzati e una navigazione semplice. Queste app non solo aumentano le vendite, ma raccolgono anche dati preziosi sui clienti. Un recente articolo di Retail Dive ha sottolineato che il 47% dei principali rivenditori dispone di un sito mobile e di un’app. Inoltre, l’articolo sottolinea che «la continua e rapida diffusione della mobilità, indipendentemente dal settore di appartenenza, dimostra quanto essa sia una componente vitale di qualsiasi strategia digitale in questo mercato iperconnesso». 

Il colosso svedese dell’arredamento, IKEA, è da sempre all’avanguardia in questo settore. L’app mobile del marchio permette agli acquirenti di creare un feed personalizzato con immagini e prodotti in linea con i propri interessi; creare liste della spesa personalizzate per vedere la disponibilità e la posizione degli articoli nei negozi IKEA della zona; ottenere informazioni dettagliate e consigli sui prodotti prima di aggiungerli al carrello; e godersi una procedura di pagamento veloce e comoda che rende l’ordine dei prodotti semplicissimo. In questo modo, l’app IKEA genera micro-conversioni sia online che nei negozi, poiché le funzioni di supporto sono disponibili per qualsiasi metodo di acquisto tu preferisca. 

Scopri i pagamenti mobili

Le opzioni di pagamento mobile come Apple Pay, Google Pay, PayPal e i portafogli digitali hanno ottenuto un’ampia diffusione. Integrare questi metodi di pagamento nei tuoi negozi fisici può migliorare il processo di pagamento e attirare clienti esperti di tecnologia. Secondo Retail TouchPoints, i portafogli digitali offrono una maggiore comodità. Inoltre, possono semplificare il processo di pagamento sui dispositivi mobili, eliminando la necessità per gli utenti di inserire manualmente i dati di pagamento. Nel tempo, questa comodità può portare a un completamento più rapido degli ordini, ridurre i tassi di abbandono del carrello e aumentare i tassi di conversione.

Nel rapporto “Digital Economy Payments: The Ascent of Digital Wallets”, pubblicato da PYMNTS nel febbraio 2023, i dati hanno mostrato che i consumatori con un reddito più alto preferiscono i portafogli digitali, mentre il BNPL (compra ora, paga dopo) è popolare tra i consumatori con un reddito medio per tutti gli acquisti al dettaglio. Quando i rivenditori offrono flessibilità nei pagamenti, riescono a soddisfare più facilmente le preferenze di diversi segmenti di clientela. 

Sintesi cross-channel

I rivenditori devono integrare perfettamente le esperienze su dispositivi mobili e in negozio. Ad esempio, offrono la possibilità di acquistare online o tramite l’app del negozio e ritirare in negozio (BOPIS o ritiro davanti al negozio). Questo non solo soddisfa chi fa acquisti da dispositivo mobile, ma aumenta anche l’affluenza nei negozi fisici.

Una ricerca di Insider Intelligence mostra che sempre più rivenditori stanno passando alla gestione degli ordini direttamente dai negozi per velocizzare i tempi di consegna dell’e-commerce e ridurre i costi dell’ultimo miglio. Più della metà degli ordini online di Walmart viene attualmente evasa dai negozi e il 39% degli ordini online di Ulta Beauty nel secondo trimestre è stato evaso dai negozi. Riposizionare i negozi come centri di evasione ordini ultra-connessi permette ai rivenditori di offrire più valore ai consumatori, con spedizioni più veloci e il potenziamento di servizi come il ritiro davanti al negozio, che sta diventando sempre più popolare dato che gli acquirenti cercano la comodità senza il peso delle spese di spedizione. Questo è solo un esempio di come la sintesi tra online e offline avvantaggi sia gli acquirenti che i rivenditori. 

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Nel mondo del commercio al dettaglio, in continua evoluzione, adattarsi al mobile commerce non è solo una scelta: è una necessità. Come negozianti tradizionali con punti vendita fisici, non dovete sottovalutare il potere del m-commerce. Non solo offre la possibilità di aumentare le vendite, ma è anche una miniera di dati che può stimolare l’innovazione e migliorare l’esperienza di acquisto.

Il commercio al dettaglio tradizionale è ben lungi dall’essere messo in ombra dalle sue controparti digitali. Al contrario, si sta evolvendo, abbracciando la tecnologia e trovando nuovi modi per coinvolgere e servire i clienti. Il commercio mobile è solo uno degli strumenti di questa evoluzione e, se usato in modo efficace, può essere una forza potente per un cambiamento positivo nel settore del commercio al dettaglio. È ora di abbracciare l’ascesa dell’m-commerce, sfruttarne il potenziale e difendere il valore duraturo del commercio al dettaglio tradizionale nell’era digitale.

Informazioni sull'autore

Ashton Kirsten foto ritratto

Ashton Kirsten, Global Brand Manager, RetailNext

Ashton leads global marketing at RetailNext, having progressed from Marketing Communications Coordinator to Global Brand Manager before stepping into her current role. Her background spans content strategy and creative direction across South Africa's media and marketing landscape. Ashton holds a Master of Arts in English Literature from Rhodes University, earned cum laude, along with Honours in English Language and Literature from the University of Pretoria.

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