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In che modo l’analisi dei dati in negozio favorisce la sostenibilità nel settore retail
aprile 3, 2024 · Ashton Kirsten · 10 min di lettura
Secondo il Rapporto sulla sostenibilità dei CxO 2023 di Deloitte, il 73% dei CxO del settore dei beni di consumo ha aumentato i propri investimenti nella sostenibilità nell’ultimo anno a causa delle pressioni esercitate da parti interessate quali clienti, membri del consiglio di amministrazione e autorità di regolamentazione. Il rapporto illustra i principali cambiamenti che le aziende hanno apportato per fare la differenza in materia di sostenibilità:
Il 59% usa materiali più sostenibili (come materiali riciclati e prodotti a basse emissioni);
Il 59% sta migliorando l'efficienza energetica (ad esempio, nell'ambito dell'efficienza energetica degli edifici);
Il 54% utilizza macchinari, tecnologie e attrezzature ad alta efficienza energetica o rispettose del clima;
Formare il 50% dei dipendenti sulle azioni da intraprendere in materia di cambiamenti climatici e sui relativi impatti.
Anche se questi numeri sono incoraggianti, è comunque importante tenere a mente che c’è ancora molto da fare. Nel settore della vendita al dettaglio, si punta sempre di più su una catena di approvvigionamento più sostenibile e su una maggiore circolarità, ma questi obiettivi ambiziosi possono essere raggiunti solo con il supporto dell’analisi dei dati in negozio.
La sostenibilità non è più solo una parola alla moda; è un imperativo fondamentale che guida le decisioni aziendali. Con i consumatori che danno sempre più importanza alle pratiche eco-sostenibili, i rivenditori stanno cercando modi per ridurre il loro impatto ambientale senza rinunciare alla redditività. In questa ricerca della sostenibilità, l’analisi dei dati in negozio si sta rivelando uno strumento efficace, fornendo informazioni preziose che permettono ai rivenditori di prendere decisioni basate sui dati per un futuro più verde.
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Una catena di approvvigionamento più sostenibile
L'ottimizzazione delle catene di approvvigionamento è uno dei modi più efficaci in cui l'analisi dei dati in negozio contribuisce alla sostenibilità. Analizzando le preferenze e le abitudini di acquisto dei clienti, i rivenditori possono ottimizzare la gestione delle scorte, riducendo così gli sprechi e l'eccesso di scorte. Questo non solo riduce al minimo l'impatto ambientale legato alla produzione e ai trasporti in eccesso, ma migliora anche l'efficienza operativa.
Walmart sfrutta l'analisi dei dati raccolti nei punti vendita per migliorare la sostenibilità della propria catena di approvvigionamento. Grazie a tecniche avanzate di analisi dei dati, Walmart ottimizza i percorsi di trasporto, riducendo il consumo di carburante e le emissioni di carbonio. Inoltre, monitorando attentamente i livelli delle scorte, l'azienda riduce al minimo lo spreco alimentare, contribuendo così al raggiungimento dei propri obiettivi di sostenibilità.
Visto che la maggior parte dei marchi non possiede stabilimenti propri, per fare davvero progressi le aziende devono assumere il controllo dell’intera catena del valore, non solo della propria catena di approvvigionamento. Dai un’occhiata a questi marchi DTC davvero stimolanti e ai loro clienti RetailNext, che stanno aprendo la strada verso la sostenibilità.
Faherty usa fibre ecologiche nella maggior parte dei modelli e punta a raggiungere l'85% di tessuti sostenibili e il 90% di imballaggi senza plastica.
Allbirds punta a ridurre la propria impronta di carbonio del 50% entro il 2025 e a raggiungere emissioni "quasi pari a zero" entro il 2030. Questo comporterà il passaggio all'agricoltura rigenerativa, l'uso di materiali rinnovabili e l'adozione di fonti energetiche responsabili.
Tutti i prodotti 100% PURE™ sono ecologici. Il marchio offre anche un campione gratuito da riciclare direttamente in negozio. Per proteggere i prodotti, usano scatole di spedizione riciclabili e palline da imballaggio biodegradabili a base di amido di mais.
La digitalizzazione è fondamentale per creare una catena di approvvigionamento più etica. Digitalizzare i processi logistici offre ai rivenditori i dati, la visibilità e il controllo necessari per coordinare un’economia circolare con i partner della catena di approvvigionamento. Secondo Maersk, solo il 53% delle aziende di beni di consumo ha una visibilità significativa o completa sui propri processi, e solo circa il 21% ha visibilità sui processi dei propri fornitori. Un sistema centralizzato di gestione dei dati può far emergere i punti ciechi e promuovere iniziative di ottimizzazione più sostenibili.
Circolarità basata sui dati
Il concetto di economia circolare, che prevede di sfruttare al massimo le risorse attraverso il riciclaggio e il riutilizzo, sta prendendo sempre più piede nel settore della vendita al dettaglio. L’analisi dei dati raccolti in negozio è fondamentale per sostenere questa transizione verso un’economia circolare, fornendo informazioni preziose sul ciclo di vita dei prodotti e sulle abitudini dei consumatori.
Monitorando le interazioni dei clienti con i prodotti, i rivenditori possono individuare opportunità di ricondizionamento, rivendita o riciclaggio dei prodotti. Inoltre, le analisi basate sui dati consentono di sviluppare soluzioni di imballaggio sostenibili e design dei prodotti ottimizzati per la riciclabilità.
IKEA, nota per il suo impegno verso la sostenibilità, usa l’analisi dei dati in negozio per promuovere l’economia circolare. Attraverso il programma “Buyback & Resell”, IKEA incoraggia i clienti a restituire i vecchi mobili in cambio di un buono acquisto. L’analisi dei dati raccolti nei negozi aiuta a identificare i prodotti che possono essere ricondizionati o riciclati, contribuendo all’obiettivo dell’azienda di diventare un’impresa completamente circolare entro il 2030.
LEGGI DI PIÙ: Come i rivenditori possono sfruttare l'economia circolare
Negozi e team più efficienti
L'analisi dei dati elimina le congetture quando si tratta di sostenibilità su larga scala.
Merchandising
I prodotti di moda, ad esempio, vengono spesso realizzati in grandi quantità e venduti stagionalmente. Questo porta spesso a un eccesso di merce invenduta che non è più di moda, con conseguenti sprechi e perdite economiche. Tuttavia, analizzando le previsioni sulle tendenze e capendo la domanda, i rivenditori possono ridurre gli sprechi tessili durante la produzione. Per risolvere questo problema si può ricorrere a una soluzione completa per l’analisi dei flussi di traffico che fornisca dati sul comportamento degli acquirenti. Monitorando e analizzando come i clienti si muovono all’interno del negozio e a quali prodotti sono interessati, i rivenditori possono ottenere informazioni utili sulle tendenze di acquisto e soddisfare la domanda, riducendo così gli sprechi.
Logistica
Secondo il Forum economico mondiale, entro il 2030 la domanda di consegne “last mile” dovrebbe crescere del 78% e, di conseguenza, le emissioni aumenterebbero di oltre il 30% in 100 città. Molti marchi stanno cercando di ridurre l’impatto delle consegne dell’ultimo miglio utilizzando veicoli elettrici, scooter o biciclette, oltre a ricorrere a armadietti per pacchi o centri logistici di terze parti (3PL) per migliorare la sostenibilità dell’evasione degli ordini. I marchi possono migliorare la loro sostenibilità e risparmiare sugli investimenti CAPEX stoccando le merci più vicino ai consumatori. Lo studio di Accenture suggerisce che i centri di micro-evasione ordini, come i negozi fisici o i piccoli magazzini locali, possono aiutare a ridurre le emissioni nocive e la congestione del traffico.
Tuttavia, il successo di questa strategia dipende da un processo di evasione degli ordini senza intoppi, in grado di evitare spostamenti inutili sia per i clienti che per gli addetti alle consegne, riducendo così l’impronta di carbonio. I rivenditori possono migliorare l’efficienza analizzando le tendenze del traffico dei clienti, le ore di punta e i modelli di comportamento di acquisto. Questo comporta l’integrazione dei dati sulla gestione del personale con quelli predittivi sul traffico, per capire quando e quanti dipendenti programmare in negozio durante i periodi di maggiore affluenza.
Inoltre, i rivenditori possono individuare i periodi di minor afflusso per inserire nel programma attività non legate alla vendita, come l’evasione degli ordini. I negozi fisici possono anche calcolare il tempo necessario per evadere gli ordini e il numero di addetti richiesto, eliminando così eventuali intoppi sia per i clienti che per il personale del negozio.
Indagini a distanza
Il team addetto alla prevenzione delle perdite di un’azienda di vendita al dettaglio trascorre diverse settimane viaggiando in varie località per indagare su episodi legati alla criminalità nel settore retail. Questo comporta un impatto enorme sull’ambiente a causa delle emissioni di carbonio generate dai viaggi a lunga distanza. Un’azienda globale di vendita al dettaglio specializzata in abbigliamento e prodotti di bellezza, cliente di RetailNext, ha recentemente raccontato che uno dei membri del proprio team AP ha dovuto viaggiare per un’intera giornata o prendere un volo per raggiungere la sede e pernottare lì, impiegando almeno 4 ore per valutare la situazione sul posto.
L'uso di soluzioni Asset Protection che consentono di lavorare da remoto porterebbe numerosi benefici ambientali, come la riduzione delle emissioni di gas serra, del consumo di combustibili fossili, dell'inquinamento atmosferico e dei rifiuti di carta e plastica. Se 100 manager AP lavorassero da remoto un giorno alla settimana, la riduzione delle emissioni di gas serra sarebbe 100 volte maggiore rispetto a quella ottenuta se lo facesse una sola persona.
Il passaggio al digital signage
Il digital signage rappresenta un altro canale attraverso il quale l’analisi dei dati in negozio guida le iniziative di sostenibilità. Sostituendo la pubblicità cartacea tradizionale con display digitali dinamici, i rivenditori riducono lo spreco di carta e guadagnano flessibilità nel trasmettere i messaggi ai clienti. La segnaletica digitale può durare dai cinque ai dieci anni ed è in grado di automatizzare le risorse digitali. Questo significa che è possibile apportare modifiche in tempo reale, risparmiando tempo sul merchandising, sulla produzione, sui costi di installazione e sulle risorse naturali. Inoltre, questo approccio permette ai rivenditori di diffondere le campagne su vari canali, come casa, dispositivi mobili e negozio, rendendolo altamente sostenibile dal punto di vista finanziario.
Come funziona? L’analisi dei dati in negozio permette ai rivenditori di personalizzare i contenuti visualizzati sui display digitali in base ai dati demografici dei clienti, alle loro preferenze e alle tendenze in tempo reale. Questo approccio mirato migliora l’efficacia delle campagne di marketing riducendo al minimo l’impatto ambientale.
McDonald's, come molte altre catene di fast food, ha adottato la segnaletica digitale basata sull'analisi dei dati raccolti nei punti vendita per promuovere la sostenibilità. Passando dai menu cartacei a quelli digitali, McDonald's riduce l'uso di carta e gli sprechi legati ai frequenti aggiornamenti del menu. Inoltre, la natura dinamica della segnaletica digitale permette all'azienda di promuovere tra i clienti opzioni di menu ecologiche e iniziative di sostenibilità. 👉 Ecco cosa possono imparare i rivenditori da McDonald's
L'analisi dei dati in negozio rappresenta una forza trasformativa nel percorso verso un commercio al dettaglio più ecologico. Sfruttando il potere dei dati, i rivenditori possono ottimizzare le catene di approvvigionamento, abbracciare l'economia circolare e passare a pratiche sostenibili come la segnaletica digitale. Esempi concreti di grandi marchi dimostrano i vantaggi tangibili derivanti dall'integrazione dell'analisi dei dati in negozio nelle strategie di sostenibilità.
Con la domanda dei consumatori di prodotti e pratiche eco-sostenibili in continua crescita, l’analisi dei dati in negozio è diventata fondamentale per i rivenditori impegnati in un futuro sostenibile. Grazie a un processo decisionale basato sui dati, i rivenditori possono ridurre il loro impatto ambientale e allo stesso tempo promuovere un cambiamento sociale positivo. Questo porterà a un mondo più sostenibile e prospero per le generazioni future.
LEGGI DI PIÙ: 3 passaggi fondamentali per creare negozi più sostenibili
Informazioni sull'autore
Ashton Kirsten, Global Brand Manager, RetailNext
Ashton leads global marketing at RetailNext, having progressed from Marketing Communications Coordinator to Global Brand Manager before stepping into her current role. Her background spans content strategy and creative direction across South Africa's media and marketing landscape. Ashton holds a Master of Arts in English Literature from Rhodes University, earned cum laude, along with Honours in English Language and Literature from the University of Pretoria.
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